lunedì 9 gennaio 2012

Pensieri in liberta' sul sellino della bici.

Bhaktapur. 9 gennaio 2012.

Mentre pedalo tra Bodanath e Bakhtapur penso che ci siano delle analogie tra il viaggiare in bici e lo stile di vita orientale.
In occidente noi viviamo essenzialmente "per obiettivi" di varia natura : farsi la macchina, comprare casa, estinguere il mutuo, fare carriera, accumulare soldi, impegnare bene i soldi che abbiamo accumulato, raggiungere la pensione, e cosi' via.

Appena raggiunto un obiettivo subito passiamo ad uno successivo, e siamo cosi' presi nel saltare da uno all' altro che spesso ci sfugge cio' che sta in mezzo, che poi e' proprio il bello della vita.
 Qui in oriente invece, come ho gia' percepito e scritto in precedenza, la vita viene vissuta giorno per giorno, momento per momento, nel suo fluire, e non sfugge nulla della bellezza e della gioia che ti da lo stare assieme agli altri dentro a questo lento scorrere della vita: il piacere di dare e di ricevere qualcosa, la gioia di un incontro inaspettato, di una nuova conoscenza od una nuova amicizia, la percezione della natura, il miracolo del sorgere e del calar del sole che si ripete ogni giorno, per tutti. E gratis.

Analogamente il turista tradizionale cosa fa: passa da una meta degna di interesse ad un'altra per vedere, visitare, ed in qualche modo "conquistare" quell' obbiettivo, per poi passare subito ad uno successivo.
Quello che ci sta in mezzo e cioe' il viaggio, anzi il trasferimento, e' vissuto spesso come un inevitabile fastidio, una inutile perdita di tempo che viene sottratto alle visite.
Per il viaggiatore in bici invece il senso del viaggiare sta proprio nello stare sulla strada e nel percorrerla lentamente.

Certo, anche lui traccia il suo itinerario spostandosi attraverso luoghi interessanti, ma cio' che e' piu' bello e cio' che alla fine lascia una traccia piu' profonda nei suoi ricordi, e' proprio cio' che la strada inaspettatamente ti propone, lungo il suo lento scorrere: lo scambio di un saluto, la gioia di un incontro, una scenetta di vita che appare all' improvviso, l'odore di cibo che esce da una casa, uno scorcio di panorama che ti si apre davanti, la luce di un' alba o di un tramonto che cambia minuto per minuto.

Forse sara' per questo che sia gli orientali che i viaggiatori in bici hanno sempre il sorriso sulle labbra.

7 commenti:

  1. Caro Angelo sono rientrata oggi al lavoro e con grande sorpresa ho visto che anche quest'anno nonostante tutto la Befana è arrivata, grazie tante sei stato carinissimo. Poi ho guardato se avevi scritto e ho letto della tua avventura in hotel (ti raccomando stai attento), mentre quello cha hai provato quando sei entrato nel quartiere buddista di Bodanath deve essere stato bellissimo,la tranquillità e la serenità che hai provato deve essere stata una sensazione magnifica.Ora ti saluto ti auguro un buon prseguiment e scusami se ho scritto male ma sono disturbata parecchio. Un abbraccio Franca

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  2. bene siamo contenti che ai bimbi nepalesi abbia fatto piacere ricevere i nostri libri! nella speranza che questi possano aiutarli crescere e a farsi una cultura! il prossimo anno sarà per un bella connessione internet che li permetta di essere connessi al mondo e di ampliare i loro orizzonti ....

    baci da Giulia e Andrea

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  3. rispondo a questo blog anche se meriterebbe un religioso silenzio e qualche minuto di riflessione..però sarò comunque breve ..perchè questi due ultimi post sono solo da leggere tutto d'un fiato..ogni commento è semplicemente e banalmente superfluo...spettacolare Angelo..immenso! (concordo col fratello Giangi..un libro da paura!!!) un abbraccio

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  4. Sono d'accordo con Ma sul religioso silenzio. Siamo costretti a leggere tutto d'un fiato per due ragioni:
    - per starti dietro perchè in questi giorni sei un fiume in piena;
    - perchè siamo ovviamente presi dalla frenesia dei nostri impegni quotidiani,
    Ma appena possibile è doveroso rileggere tutto ciò che hai scritto (che abbiamo scritto) e meditare, avendo il coraggio di fare una rivisitazione della nostra vita per cercare di dare la giusta priorità alle persone e alle cose.
    Grazie e buon viaggio
    Angelo e Nerina

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  5. Woww …ho passato un pomeriggio con molti rumori nella mia testa che hanno mescolato presente con ricordi, paure con sorrisi di questo mio viaggio a tratti lento e accelerato… ho ancora tutti questi echi che rimbombano sordi e mi trovo a leggere queste tue tracce signorprofessorAngelo che, come l’onda profonda del gong di un tempio, fanno piazza pulita, mettendo pace. Ancora: grazie. Buon viaggio, m.

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  6. Ciao, son Vera, sono venuta vedere la tua serata del viaggio in Alaska. E devo ammettere che già lì mi avevi incantato con la magia di quei posti, e avevo ascoltato con pura ammirazione i racconti delle esperienza che hai fatto e degli incontri con le persone che hai trovato lungo la tua strada.
    Ma che dire ora!!!!
    Queste foto e questi racconti.. mi ricordano così tanto il mio viaggio in India, paese che amo e nel quale non vedo l'ora di ritornare... Intanto però mi godo i profumi( e penso non solo quelli!! purtroppo) che arrivano fin dentro casa attraverso i tuoi post... e cosa dire dei rumori e di quel vociare di bambini chiassosi e pieni di vita, di risate e di gioia!
    Grazie di cuore
    e aspetto un'altra dose di Nepal...
    Vera

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